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Asia on the road, dal 24 maggio al 15 ottobre 2015.

Parte 4: Mongolia - Russia - Rep.Baltiche - Polonia - ritorno

Le foto del viaggio sono visibili a questa pagina

Arriviamo in città che sono le 18 ora locale (siamo 7 ore avanti dall'Italia) e grazie a delle indicazioni avute dal mio amico Luciano che si trova in questa città per lavoro troviamo nell'hotel Angel, vicino al centro, una ottima sistemazione economica, camera con aria condizionata, bagno, internet, e posto auto all'interno del cortile alla modica cifra di 18 euro a notte e visto che dobbiamo soggiornare per circa 7 notti non è male.

Oggi 3 settembre la prima cosa che facciamo è andare all'agenzia Legend-Tour per iniziare a fare le pratiche del visto turistico per la federazione Russa.

Il tutto ci costa 130 dollari americani per passaporto ma quello che mi fa andare in bestia è che bisogna aspettare 15 giorni per avere il visto, non riesco a fare abbassare i giorni di attesa la burocrazia Russa non molla, pazienza tutto sommato la Mongolia non ci dispiace ci faremo altri giri di visita ritornando in agenzia per il ritiro passaporti il giorno 18 settembre.

La sera ci incontriamo con Luciano dopo 9 anni dall'ultimo incontro quando si voleva aggregare proprio per il viaggio in Mongolia del 2006 ma all'ultimo per motivi di lavoro aveva dovuto rinunciare. Si parla del più e del meno naturalmente di viaggi e del suo lavoro di architetto ormai da quasi tre anni in questo fantastico paese.

U.B è molto cambiata dall'ultima volta, ci sono piazze e palazzi nuovi, centri commerciali, locali e giardini attrezzati dove fare lunghe passeggiate ed in più molto ma molto asfalto, è diventata una capitale come tutte le altre.

Nei nostri giorni di permanenza visitiamo e rivisitiamo le stesse cose di anni fa ma in un contesto molto diverso da allora, la cosa che mi ha colpito maggiormente è stato rivedere il palazzo d'inverno, prima isolato in periferia mentre adesso è circondato da grattacieli e palazzi nuovi.

Sulla piazza principale dedicata all'eroe nazionale sono sorti palazzi, alberghi e grattacieli moderni, tutto è stravolto in meglio, il traffico è diventato caotico e i centri commerciali sono nati come funghi mentre prima si faceva riferimento all'unico

centro commerciale di stato dove si poteva trovare di tutto, oggi diventato un centro storico e di riferimento nazionale.

Visitiamo immancabilmente il museo nazionale di storia ricco di pezzi risalenti all'impero Mongolo e poi lunghe passeggiate per la città.

Approfittiamo del tempo a disposizione per recarci nella nuova concessionaria Hyundai dove mi faccio fare un tagliando completo chiedendo anche se possibile di saldare la coppa dell'olio motore, la risposta è che non hanno il saldatore e nemmeno il ricambio, guardando il lavoro fatto mi assicurano che può tenere fino in Italia, sono orgoglioso di me stesso ma avrei preferito una saldatura.

Lasciamo la città per una settima di escursione verso il centro del paese, vogliamo rivedere Kharkhorin e la regione che la circonda.

La strada è sempre asfaltata ma guardando la mappa ci accorgiamo che dal luogo dove ci troviamo parte una pista che ci farà godere meglio il paesaggio e nello stesso tempo ci farà passare in una zona che non abbiamo ancora visto . Detto fatto la imbocchiamo (non prima di aver messo i punti sul GPS) il paesaggio è fantastico mandrie di cavalli ci sbarrano il passo e le mandrie di yak e capre sono infinite, aquile e rapaci vari scorrazzano sopra la nostra testa, tutto questo ci isola dal mondo umano facendoci piombare nel mondo primordiale.

Arriviamo prima di sera nella città di Kharkhorin (ex Karakorum) capitale del vecchio impero mongolo, troviamo sistemazione in un albergo appena accettabile ma con acqua calda e bagno vicinissimo al monastero.

L'indomani dedichiamo l'intera giornata alla visita del monastero di Erdene-zuu circondato da un muro alto più di quattro metri con 108 stupe che adornano il tracciato a formare un quadrato di oltre 400 metri a difesa dei monumenti interni.

Varcando il portale d'ingresso si entra in un vastissimo piazzale dove si trovano diversi monasteri e templi di ottima fattura con raffigurati diversi Budda a grandezza oltre il naturale. Il tempio più famoso è il Laviran in stile Tibetano dove ancora oggi si svolgono le funzioni.

All'esterno delle mura c'è una pista che porta alle rovine delle vecchia capitale mongola “Karakorum” non c'è molto da vedere tranne alcune pietre e ruderi disseminati qua e là, l'unico monumento rimasto è una delle quattro tartarughe in pietra che delimitavano gli ingressi della città.

Andiamo alla ricerca del monumento fallico, lo troviamo su una collina a ridosso della città, è una pietra granitica di circa 60 cm. similarmente scolpita a forma fallica poggiata su altra pietra a forma di vagina, questo monumento ha molti turisti curiosi.

La leggenda narra che questo monumento fu posto nel tentativo di dissuadere i monaci dal fraternizzare o frequentare le donne del luogo.

Riprendiamo il nostro percorso di viaggio con destinazione la cittadina di Tsetserleg a circa 200 chilometri.

La strada continua ad essere asfaltata e di buona fattura, si vede che è abbastanza recente. Il percorso si inerpica su per montagne e canyon seguendo il fiume, il paesaggio è molto vario e di rara bellezza.

Arriviamo in città che è l'ora di pranzo ne approfittiamo mangiando alcuni panetti ripieni di carne di montone e cipolle in un locale alla buona in una via del centro.

Subito dopo ci mettiamo alla ricerca di una sistemazione alberghiera e dopo vari tentativi la soluzione più abbordabile in termini di prezzo/qualità la troviamo nell'hotel Bolsan proprio vicinissimo al monastero simbolo di fede della città, contrattiamo il prezzo per tre notti spuntando 25 Euro a notte e ottenendo un appartamentino formato da una camera, bagno e salotto con TV.

Tsetserleg è una cittadina piccola e ben curata, l'unico sito degno di una visita è il monastero di Zayain-Gengemi Sum posto sulla collina da dove una volta saliti per centinaia di gradini si gode una vista stupenda su tutta la città e la valle circostante.

Visitiamo il vivacissimo mercato dove si mercanteggia di tutto e per il resto facciamo lunghe passeggiate di chilometri e chilometri lungo il greto del fiume che scorre dentro un canyon. Lungo il percorso c'è molta gente che preleva l'acqua con taniche e bottiglie di fortuna per il proprio fabbisogno familiare da dei pozzi di acqua sorgiva.

In macchina ci rechiamo in un luogo distante 40 chilometri per visitare Tayhar-Chuluu, quella che nella credenza Sciamanica è la roccia sacra.

Al centro di una spianata larga decine di chilometri si trova un masso roccioso alto più di 15 metri e largo 10. Il tutto rende il luogo mistico e surreale.

Lunedì 14 agosto riprendiamo il nostro viaggio dirigendoci verso il lago di Ogii-Nuur.

Il percorso per i primi 35 chilometri è su strada asfaltata, arrivati in prossimità della deviazione verso il lago inizia una pista spettacolare, si viaggia costeggiando inizialmente un fiume per poi guadarlo ed iniziare a salire di quota fino ad un falso piano dove animali allo stato brado come cavalli, yak , cammelli e pecore pascolavano liberamente invadendo in molti punti la stessa pista.

Dopo circa 100 chilometri di puro spettacolo paesaggistico arriviamo in prossimità del lago da dove si vedono diversi accampamenti di Gher ritrovo per pescatori e viandanti. Puntiamo dritti in una di queste scegliendo il gruppo più esposto alla vista del lago. Una simpatica signora in stato interessante e con altri due bambini di 6 e 10 anni ci viene incontro facendoci subito vedere una delle Gher, contrattiamo il prezzo in 40 Euro per la notte compreso cena e colazione.

Una volta sistemati nella nostra dimora mongola ci facciamo una lunga passeggiata costeggiando il lago, ci sono diversi pescatori che con le canne tirano fuori pesci che fanno seccare al sole per poi venderli. Alcuni di questi ci invitano a una grigliata del momento e così facciamo uno spuntino di buon pesce fresco a gratis.

La sera assistiamo a un tramonto fantastico mentre il padre ed il bambino più grande in groppa a dei cavalli radunavano il bestiame e i cavalli nel recinto vicino alla nostra Gher la signora ci preparava una bella zuppa a base di pesce e verdure.

La mattina presto dopo aver ringraziato e salutato la famiglia che ci ha ospitato riprendiamo il nostro viaggio per passare altri due giorni nella riserva naturale del Khustain Nuruu dove c'è la riserva dei cavalli Tkhi.

Proseguiamo sulla pista per circa 20 chilometri per poi imboccare l'asfalto che arriva direttamente alla capitale U.B. Fatti pochi chilometri diamo un passaggio ad un indigeno che va in città, lo avvertiamo che dobbiamo deviare per il parco ma lui accetta lo stesso poi si arrangerà con altri, passa tutto il suo tempo facendo telefonate per avvertire orgogliosamente amici e parenti che era in macchina con degli italiani.

Dopo circa 200 chilometri di strada asfaltata arriviamo al bivio per il parco dove scarichiamo il nostro ospite che ci ringrazia e ci saluta con molto affetto.

Imbocchiamo la pista sabbiosa che in circa 9 chilometri ci porta all'ingresso del parco Khustain Nuruu dove paghiamo la cifra di 14 dollari per il permesso di entrare con la nostra vettura e girare liberamente per tutto il parco.

Siamo alla ricerca dei cavalli, la pista si dirama per colline e praterie, ci sono diversi animali al pascolo e molti rapaci ma dei cavalli nessuna traccia, stiamo quasi per rinunciare quando vediamo due guide del parco con dei fuoristrada, portano dei turisti, li seguiamo e finalmente avvistiamo in una radura vicino ad un corso d'acqua questi famosi cavalli al pascolo, gli unici equini selvatici progenitori di tutti i cavalli del mondo.

All'uscita del parco ci sono diversi accampamenti Gher per turisti dove chiedono delle cifre esorbitanti, ci arrangiamo in una famiglia che con euro 20 ci mette a disposizione una delle loro Gher facendoci anche da mangiare. Siamo contenti di contribuire con pochi euro al loro fabbisogno familiare.

La mattina del 16 agosto riprendiamo la strada per U.B dove arriviamo nel primo pomeriggio e andiamo direttamente nello stesso hotel Angel.

La sera ci rivediamo a cena in un locale tipico del centro con Luciano e trascorriamo una piacevole serata. Il resto dei giorni li passiamo passeggiando per le vie della capitale e facendo visita ad alcuni musei del centro.

Oggi venerdì 18 settembre ritiriamo finalmente i nostri passaporti con il visto turistico della federazione Russa, domani in mattinata lasceremo questo meraviglioso paese che è la Mongolia.

Siamo fermi alla dogana di Altanbulag, c'è molta gente in fila per espletare le pratiche di uscita ed ingresso in Russia, dopo circa quattro ore di trafila finalmente siamo in Siberia dirigendoci verso il lago Baikal la più grande riserva di acqua dolce del mondo.

Ci fermiamo per la notte in una gastenitza nella cittadina di Gusinoozersk

dove riusciamo tramite bancomat a ritirare della moneta locale i “rubli”.

La mattina presto riprendiamo il nostro andare con destinazione la città di Irkutsk sull'insenatura del lago Baikal.La strada è in pessime condizioni ma asfaltata, si viaggia su colline dove si sale e si scende su tornanti sempre avvolti da un fittissimo bosco di pini, betulle, abeti e larici,

questo è il paesaggio che ci accompagnerà per migliaia di chilometri fin quasi a Mosca.

Dopo circa 350 chilometri arriviamo in prossimità del grande lago che costeggiamo per altri 150 chilometri prima di arrivare a Irkutsk. Il paesaggio è molto bello, gli alberi dai colori autunnali formano una cornice spettacolare all'insieme terra acqua.

Arriviamo in città nel tardo pomeriggio mettendoci subito alla ricerca di una sistemazione, la troviamo nell'hotel Art gestito da una simpatica signora, la camera con bagno interno è molto piccola ma per due notti ci si può stare.

Irkutsk è una città siberiana con temperature invernali inferiori ai 25 gradi sotto lo zero, situata sulla sponda del fiume Angara con lo sbocco nel vicino lago, ci sono diversi monumenti e chiese ortodosse di un certo valore architettonico, grandi viali alberati, piazze con parchi e fontane. La troviamo una città vivace e accogliente.

Questi due giorni di permanenza passano in fretta, siamo a 5300 chilometri da Mosca,

abbiamo molta strada da fare, la mattina riprendiamo la via sulla M53 viaggiando su un buon asfalto e con qualche cantiere aperto per ampliamento della strada.

Il paesaggio è sempre lo stesso una sconfinata pianura con bosco fittissimo e la strada che si fa largo in mezzo a questa vegetazione di alberi.

La temperatura si è abbassata di parecchi gradi non riusciamo più a pranzare lungo la via con la nostra cambusa così decidiamo che da adesso in poi ci cercheremo dei locali lungo la strada dove faremo uno spuntino al caldo.

Questa strada è una via di grande comunicazione dove il traffico principale è composto per la maggior parte da camion che trasportano di tutto ed è per questo motivo che si trovano molte stazioni di servizio con grandi parcheggi e alberghi per i viaggiatori.

Dopo circa 750 chilometri ci fermiamo proprio in uno di questi posti dove ceniamo e trascorriamo la notte. Questi hotel denominati Gastenitze in Russo più delle volte sono accoglienti, alcuni con bagno, connessione internet e ristorante annesso.

Il tempo diventa sempre più brutto viaggiamo con temperature che vanno dai 5 gradi ad un massimo di 12, oggi piove per tutto il giorno ma complice la buona strada e l'assenza di cantieri riusciamo a fare quasi 800 chilometri prima di fermarci nella solita stazione attrezzata per la notte.

Mettiamo l'orologio due ore avanti e riprendiamo il viaggio, la pioggia piano piano si trasforma in nevischio, la temperatura va sotto zero. Saliamo di quota e il nevischio si trasforma in vera neve, per fortuna dura poco, le nuvole si diradano ed esce un tiepido sole che nelle ore più calde fa salire la temperatura ad oltre 10 gradi.

Il traffico di camion è sempre intenso siamo in continuo sorpasso facendo molta attenzione, per fortuna la strada è sempre dritta per chilometri e chilometri con qualche accenno di curva ogni tanto.

Arriviamo nel primissimo pomeriggio nella città di Novosibirsk dove abbiamo intenzione di stare due notti mettendoci subito all'opera per una sistemazione alberghiera, la troviamo nell'hotel Avenue, ci sistemiamo in una bellissima camera attrezzata di bagno grande, ingresso con salottino, Tv al plasma e connessione internet il tutto con la cifra di Euro 38 per notte e pagamento con carta di credito.

Novosibirsk è la città capoluogo della Siberia centrale, importante nodo per i trasporti su gomma e principale nodo ferroviario con la stazione più famosa del tratto della Transiberiana. La città è la terza per grandezza di popolazione dopo Mosca e San Pietroburgo, si presenta molto ben squadrata e con grandi viali costellati da palazzi moderni e casermoni dell'era Sovietica. Bello è il suo grande teatro dell'opera e del balletto posto nella grande piazza Lenin, la stessa stazione ferroviaria, alcune chiese e la famosa cappella di San Nicola posta al centro della via principale della città, questa si dice segni il centro geografico della Russia.

Oggi 26 Settembre è una di quelle giornate dove vorresti essere seduto vicino a un camino accesso leggendo un piacevole libro mentre invece siamo in viaggio con il riscaldamento a palla sulla M52 direzione Mosca cercando di fare quanta più strada possibile. Ne riusciamo a fare più di 800 chilometri quando stremati ci fermiamo nella solita stazione dove c'è una ottima Gastenitza attrezzata anche di connessione internet.

La mattina facciamo fatica ad alzarci presto come al solito, riprendiamo il viaggio che sono passate le 8,30 riuscendo a fare lo stesso circa 700 chilometri e fermandoci a circa 260 chilometri prima della città di Kazan dove abbiamo intenzione di sostare due giorni.

Nel primo pomeriggio arriviamo a Kazan trovando subito sistemazione nell'Hotel Tatarstan situato nel centro cittadino in un palazzo in stile sovietico con centinaia di camere tutte attrezzate di bagno e condizionatori con la cifra di Euro 32 per notte.

Kazan è la capitale della regione del Tatarstan e rimane il principale sito della cultura Tatara, è chiamata la piccola Mosca per il suo bellissimo e pur piccolo Cremlino.

La città è posta alla confluenza del fiume Kazanka con il Volga. Nel 2013 si sono svolti i campionati mondiali di nuoto e le universiadi, la città in questo periodo si è arricchita di nuove strutture che l'hanno resa molto più attraente per il turismo.

Bellissimo il centro storico ricco di palazzi architettonici, statue e chiese ortodosse, il teatro dei burattini e il meraviglioso Cremlino la città fortificata con all'interno stupendi palazzi, le famose torri, edifici simboli, chiese ortodosse dalle cupole dorate e stranamente una moderna e grande moschea.

La sera avendo una buona connessione internet con l'aiuto di Booking.com mi metto alla ricerca di una sistemazione per Mosca dove abbiamo intenzione di stare tre notti, trovo una offerta allettante nell'hotel quattro stelle di Western plus Vega in una zona semi centrale servita dalla comodissima metropolitana con una cifra di Euro 120 per le tre notti, prenoto all'istante con carta Visa e l'affare è fatto.

Oggi primo giorno di ottobre ci fermiamo a soli 250 chilometri prima di Mosca in una delle solite Gastenitze per camionisti.

La mattina dopo partiamo non molto presto visti i pochi chilometri che ci separano da Mosca.

Arriviamo in città e facciamo un po' fatica a trovare l'albergo prenotato la sera prima ma con l'aiuto di alcuni passanti e la nostra poco aggiornata mappa sullo smartphone arriviamo a destinazione prima dell'orario del

check in che sarebbero le 14 ora locale. Poco dopo prendiamo posto in camera che si rivela accogliente, spaziosa e con tutti i conforti. Una volta sistemati usciamo per renderci conto della zona e per vedere dove si trova la stazione della metropolitana, capire come fare per i biglietti ed avere anche una mappa della stessa.

L'albergo si trova in un centro attrezzatissimo insieme ad altri alberghi e con diversi ristoranti, negozi e vicinissimo al parco Izmaylovsk.

Mosca, che dire è una città fantastica che chiunque sogna di visitare almeno una volta nella vita, noi siamo fortunati perché la stiamo visitando per la seconda volta, la prima volta è stato nel 2003 in occasione del viaggio fatto in moto insieme a un gruppo di amici.

Ci rechiamo nella piazza rossa comodamente in metropolitana e per l'intero giorno ammiriamo la piazza con i suoi monumenti come la basilica di San Basilio, il mausoleo di Lenin, i magazzini Gum e la cittadella fortificata del Cremlino con il famosissimo museo interno, chiese dalle cupole dorate e le sue famose torri che sono il simbolo della città.

Il secondo giorno sempre in metropolitana ci rechiamo direttamente nella zona centrale dove visitiamo la piazza con il teatro Bolshoi,la famosa via dello shopping la Arbat street, lunga scarpinata sul fiume Moscova e visita di alcuni dei grattacieli Staliniani denominati le sette sorelle con ancora lo stemma sovietico in bella vista.

Il ritorno in albergo sempre in metropolitana lo effettuiamo scendendo in tutte le fermate per ammirare e fotografare le stazioni una più bella dell'altra e tutte dedicate a un tema preciso.

Questa fantastica città ci ha stupiti ed emozionati come la prima volta.

Oggi lunedì 05 ottobre di prima mattina imbocchiamo senza difficoltà la strada che ci porterà nella seconda città più bella della Russia, San Pietroburgo.

La strada per i primi 100 chilometri è una nuovissima autostrada con pochissimo traffico, il resto è una super strada con moltissimi cantieri ancora aperti.

Dopo circa 700 chilometri arriviamo in città recandoci subito nell'hotel Matisou Domik precedentemente prenotato sempre tramite booking e pagato in anticipo con la carta la cifra di 30 Euro per notte. La camera è spaziosa e con tutti i confort e la mattina abbiamo una abbondante e gustosa colazione compresa nel prezzo.

La posizione centrale dell'albergo ci permette di visitare la città a piedi facendo lunghissime camminate ammirando tutti i maggiori monumenti come la chiesa di San Isacco, l'Ermitage, la basilica del salvatore sul sangue versato, la fortezza di Pietro e Paolo, il palazzo d'inverno e tantissimi altri monumenti lungo i suoi canali navigabili.

La sera goduti ma stanchissimi per la lunga scarpinata non abbiamo voglia di uscire dall'albergo, ceniamo nel ristorante interno dove facciamo una buona scorpacciata di piatti locali bevendo una birra del posto veramente ottima.

Oggi 07 ottobre lasciamo la Russia per entrare in Europa attraverso la prima repubblica Baltica e ci dirigiamo a Tallin capitale dell'Estonia.

Attraversiamo le dogane velocemente e sempre su ottima strada arriviamo dopo circa 380 chilometri in città dove ci sistemiamo per due notti nell'hotel Shnelli attaccato alla stazione ferroviaria.

Tallin è una cittadina fantastica, il suo centro storico di epoca medievale racchiuso dalle mura e restaurato in modo esemplare ci riporta indietro nel tempo, non per niente è patrimonio dell'UNESCO dal 1997. Tutto il borgo è isola pedonale dove diventa piacevole passeggiare per le strette vie visitando piazze, chiese e palazzi tutti rigorosamente in stile ed epoca medievale. Dalle sue mura di difesa si gode una ottima vista che spazia su tutta la città fino al porto commerciale situato sul mar Baltico.

La sera con l'illuminazione è ancora più suggestiva che di giorno, splendida la piazza del municipio piena di locali all'aperto dove si mangia in un contesto spettacolare.

Lasciamo questo gioiello per dirigerci nella città di Vilnius capitale della repubblica di Lituania.

Sono circa 600 chilometri di piacevole guida fatta su ottima strada e con bei paesaggi,

sfioriamo la città di Riga già visitata nel precedente viaggio in moto ed arriviamo in città prima di sera andando dritti nell'hotel Av Goda appena fuori dal centro cittadino ma servito comodamente da una linea di autobus che in un quarto d'ora ti porta nel centro storico.

Ottimo albergo a gestione familiare con camera spaziosa e con tutti i servizi.

Vilnius vanta un centro storico Barocco tra il più esteso e ben conservato d'Europa anche questo dichiarato patrimonio dell'UNESCO.

Bellissima la piazza con la cattedrale posta al di sotto del vecchio castello da dove si ammira tutta la città, il palazzo presidenziale, il teatro nazionale, la cattedrale di Santa Maria, la chiesa Francescana, la chiesa di Sant'Anna e tanti altri palazzi di buona fattura architettonica. Una cittadina non molto grande ma con tanto materiale artistico dove occorrerebbero più giorni per visitarla a fondo.

Oggi 11 ottobre lasciamo la città di Vilnius per dirigerci in Polonia precisamente faremo una tappa di due giorni a Varsavia.

I 470 chilometri che percorriamo verso questa città sono diversi dal solito, iniziamo a vedere le montagne e le strade si riempiono di curve, piano piano è sparita quella monotonia delle lunghe strade quasi sempre dritte.

Arriviamo in città nel pomeriggio con una leggera pioggia e un freddo umido che penetra nelle ossa, ci sistemiamo in una zona semi centrale nell'hostal Praga, la camera è molto piccola ed il bagno appena sufficientemente accettabile, il mercato dell'offerta prezzo qualità offre questo non abbiamo trovato niente di meglio.

C'è proprio la fermata del tram a 100 metri dall'albergo ma noi ci rechiamo in centro direttamente a piedi, la giornata è fredda e nuvolosa e camminando ci scaldiamo.

Il centro di Varsavia distrutto quasi interamente nell'ultima grande guerra è stato letteralmente e totalmente ricostruito in modo a dir poco fantastico, la piazza principale, il Rynek Starego Miasta da cui si diramano le vie principali della città vecchia, dove ci sono diversi palazzi e monumenti che sono patrimonio dell'UNESCO fin dal 1980.

La città è attraversata dal fiume Vistola dove si affacciano diversi palazzi tra cui anche il palazzo presidenziale. Nel periodo sovietico tra il 1952/55 fu costruito un palazzo grattacielo simile a quelli di Mosca dedicato alla scienza e alla cultura, oggi intorno a questo sta nascendo il nuovo skyline di Varsavia, costruzioni di acciaio e cristallo che danno un senso futuristico all'espansione della città.

Il viaggio volge al termine, ci dirigiamo per l'ultima tappa, destinazione in Slovacchia precisamente a Bratislava città capitale.

Ci sono poco più di 670 chilometri per arrivare, viaggiando su strada normale e qualche tratto autostradale arriviamo prima di sera e troviamo nella penzion Vilo un buon posto dove trascorrere gli ultimi due giorni del nostro lungo viaggio.

Il tempo ormai è sempre brutto, piove e fa anche freddo tanto da farci stare sempre più coperti, col cappello di lana in testa e l'ombrello al seguito.

Bratislava ci ha stupiti, è una città fantastica con palazzi e monumenti storici dell'era Asburgica basta sapere che fu la sede dell'impero per oltre 200 anni. Oltre al bel palazzo presidenziale ci sono diverse università, teatri, centri culturali e chiese di bellezze raffinate, stupenda la porta di San Michele che porta direttamente nella città vecchia e che è anche il simbolo stesso della città, bellissima è la cattedrale di San Martino costruita sui resti di una chiesa Romana, il teatro nazionale e piazze con molti negozi di souvenir, bar e ristoranti.

Dall'alto del suo castello posto in cima ad una roccia si gode uno stupendo panorama sull'intera città e sui fiumi Morava e Danubio dove attraccano diverse navi da crociera scaricando turisti per la visita del luogo.

Ritorniamo in pensione che è quasi buio stanchi e un po umidi per la continua pioggerellina che non ci ha abbandonato per tutto il giorno ma contenti e goduti dalle bellezze che abbiamo potuto ammirare.

Oggi giovedì 15 ottobre raccogliamo armi e bagagli per prendere la strada del ritorno che in circa 1100 chilometri di autostrada passando per Graz, Tarvisio, Udine, Verona e Milano ci porterà nella nostra amata Torino dopo circa 5 mesi di assenza.

Questo viaggio itinerante ci ha portato a conoscere popoli e culture alle volte molto diverse dalla nostra, abbiamo imparato e immagazzinato tante esperienze e conoscenze che ci fanno riflettere molto sul nostro vivere quotidiano.

Siamo felici che tutto sia andato perfettamente come da programma tranne alcuni problemi burocratici tra l'altro risolti egregiamente, alcune volte è stato stressante trovare sistemazione per la notte, trovare le piste giuste, il cibo diverso, la comunicazione con i locali ma alla fine siamo stati ripagati profumatamente per le bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche che abbiamo visto.

Adesso che siamo a casa il ricordo che abbiamo nella nostra mente è come un cortometraggio di un film che ci attraversa la mente, FANTASTICO.

Abbiamo attraversato 22 stati e fatto quasi 34 mila chilometri.

Ringrazio Fabio Merone responsabile marketing della Michelin Italia per il supporto gomme e tanti amici veri e virtuali che in tutto il viaggio hanno tenuto vivo il contatto.

Informazioni sui paesi attraversati:

Albania: moneta il Lek valore circa 160 per un Euro, libero ingresso assicurazione stipulata in dogana.

Repubblica Macedone: moneta MKD circa 70 per un Euro, libero ingresso

Bulgaria. Moneta il LEV valore circa 2,30 per un Euro, libero ingresso

Turchia: Lira Turca valore circa 3 per un Euro, libero ingresso

Repubblica islamica dell'IRAN: moneta il Rial valore circa 34.000 per un Euro

richiesta di visto turistico e carnet de passage per il mezzo

Turkmenistan: moneta il Manat valore circa 4,30 per un Euro, visto obbligatorio

Uzbekistan: moneta il Sum valore circa 4800 per un Euro visto obbligatorio.

Tagikistan: moneta il Somoni valore circa 8 per un Euro visto con in più il permesso per il Pamir obbligatorio.

Kirghizistan: moneta il Som valore circa 70 per un Euro il visto fino a 60 giorni si ottiene direttamente in dogana.

Kazakistan: moneta il Tenghei valore circa 200 per un Euro il visto per 15 giorni si ottiene direttamente in dogana.

Mongolia: moneta il Tugrit valore circa 210 per un Euro il visto fino a 30 giorni si ottiene direttamente in dogana.

Federazione Russa: moneta il Rublo valore circa 75 per un Euro obbligatorio fare il visto turistico tramite agenzia portando un'assicurazione sanitaria che copre il tempo di permanenza nel paese.

Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria libero accesso compreso lo stesso Euro.

Polonia: moneta il PLN dal valore di circa 4 per un Euro.

Il costo del gasolio è stato molto vario si andava da un minimo di 25 centesimi litro nella repubblica dell'Iran ai 45 centesimi in Russia per poi oscillare dai 70 ai 90 centesimi negli altri stati del centro Asia fino ad un massimo di 1.10 Euro negli stati Europei escluso l'Austria.

Trovare da dormire non è mai stato difficile in qualsiasi posto in cui ci siamo trovati, anche nei punti sperduti del Pamir e della Mongolia, tranne due volte soltanto quando abbiamo dovuto utilizzare la macchina e la tenda. Da premettere che ci vuole un grande spirito di avventura e di adattamento.

Filippo Razza