13 – 14  giugno 2009

 

Auto, moto e treno?

Se le moto sono le nostre, l’auto della mamma e il trenino è quello del Bernina, il connubio è garantito.

6.30 partenza in direzione Tirano, per essere sicuri di salire sul trenino panoramico delle 12.40.

Preso!

Come partiamo ci rendiamo subito conto che il viaggio in direzione St. Moritz ci lascerà a bocca aperta.

Più salilamo e più il panorama si veste di verde e bianco, la  neve e il ghiaccio la fanno ancora da padroni.

Grazie all’inverno di quest’anno, le cascate non si contano e i laghetti sembrano pietre preziose incastonate in una natura incontaminata.

Meno male che rifacciamo la stessa tratta anche al ritorno, per poter ammirare ciò che non abbiamo visto salendo.

Alla sera, piccolo giro nel centro storico di Tirano e poi una super mangiata nell’albergo “Piccolo Mondo”, che consigliamo a tutti.

Dopo un sonno ristoratore, una colazione sostanziosa, inizia il vero giro.

Si parte, sempre inseguiti dalla mamma, in direzione del Passo del Bernina, ripercorrendo in parte il tragitto del trenino,

trovandoci lo stesso che ci attraversa la strada in più punti.

Da St. Moritz scendiamo verso Chiavenna, attraversando il Passo del Maloja; essendo quasi ora di pranzo,

troviamo il “Crotto Quartino” in località S. Croce di Piuro, dove consumiamo un pasto tipico, degno di nota.

Siamo nuovamente pronti, cane compreso, ad affrontare altre curve, ci inerpichiamo sù per il Passo dello Spluga,

e anche qui i panorami sono bellissimi, cascate, laghetti e tanto verde.

Visto che la mamma si lamentava di non aver piegato abbastanza, ci siamo avvicinati al Passo del S. Bernardino,

dopo alcune deviazioni per lavori, una pausa ristoratrice dove lo sguardo della mamma cadeva su una torta, alla quale non ha saputo resistere!!

Mangiata la super fetta,  eravamo tutti pronti a ripartire.

Si sale, con la mamma che continua a tallonarci, ma ha veramente una macchina o una moto camuffata?

Il San Bernardino lo percorriamo in un battibaleno e in un attimo ci ritroviamo a Bellinzona; pensavamo che le curve fossero finite,

e invece il Monte Ceneri ci accoglie con un misto veloce.

Ora le curve sono proprio finite, si procede verso Lugano e in Italia imbocchiamo la “Varesina”;

ormai sono quasi le 20.00 e appena possiamo ci buttiamo in autostrada.

Arriviamo a casa verso le 21.30 con un attivo di 731 km, le selle incollate a noi, il cane ancora in piega, 

la mamma e la sua amica con sorrisi di gioia per l’esperienza appena vissuta.